Affitti fittizi per la produzione del vino

19/01/2018

Affitti fittizi per la produzione del vino


Una nuova trovata tutta italiana "affitti fittizie" per la produzione del vino

Nelle ultime 2 anni, dopo l'introduzione della riforma dell'Ocm nel 2016, le richieste di autorizzazioni per ottenere le licenze per la produzione del vino sono aumentate 25 volte rispetto la disponibilità ovvero a fronte di 6.500 ettari disponibili le richieste sono state nel 2017 di 164 mila ettari. Il boom in assoluto è stato innescato dalla produzione del Prosecco tanto amato dall'italiani e all'estero e  del vino Pinot Grigio prodotti nel Nord Est dello stivale.

E anche qui, come spesso succedde in Italia, non mancano escamotage per spostare autorizzazioni all'impianto per la produzione del vino da regioni nelle quali i vignetti vengono abbandonati ad aree nelle quali, invece, sulla produzione del vino si investe tanto, sono chiamati "affitti fittizi".

Secondo i dettati di Bruxells non si può rilasciare le autorizzazioni per la produzione del vino più di 1% all'anno che sono troppo pocchi rispetto alla richiesta, gli produttori hanno trovato una parziale soluzione. In che consiste? Prendendo in affitto un vignetto dismesso in qualche altra Regione (di solito in Sicilia o in Puglia) , c'è la possibilità di richiedere alla regione l'espianto di quel vignetto e il successivo reimpianto in un'altra regione come Veneto, Friuli, Piemonte. E' un fenomeno in esplosione, tanto vero che il ministero delle Politiche agricole ha deciso di correre ai ripari.

E così  è stata emanata una nuova bozza di decreto all'articolo 4 che regolerà il rilascio delle nuove autorizzazioni per la produzione del vino nel 2018 all'impianto. In sostanza, per chi voglia affittare in vignetto, non potrà più spostare la relativa autorizzazione prima di 5 anni, il periodo nel corso di quale il vignetto dovrà continuare a essere condotto nella regione d'origine.

Resta forte la preoccupazione dei produttori del vino veneti. Certo, non si può restare con la soglia del 1% di autorizzazioni, che penalizza tantissimo la Regione, non si può restare sempre sotto la dittatura del Ue. Speriamo che le cose cambiano nel modo positivo.