La rivolta della Francia contro la ministra che ha dichiarato che il vino fa male

09/03/2018

La rivolta della Francia contro la ministra che ha dichiarato che il vino fa male


Ormai da tempi  in Francia come nel resto del mondo siamo tutti convinti  che bere  un bicchiere di vino rosso durante i pasti non fa male, anzi aiuta la circolazione cardiaca fino a essere uno dei segreti della relativa forma fisica dei francesi, meno obesi e sovrappeso degli americani e di tanti europei.

Invece , secondo la ministra della Sanità francese sostenuta da molti medici con lei, ha dichiarato nei giorni precedenti che il vino come tutti gli alcolici fa male. La signora Buzyn ha voluto ricordarlo  sulla rete del servizio pubblico France 2, dicendo in diretta tv quel che ripete da anni: «L’industria del vino oggi vuole fare credere che il vino sia diverso dagli altri alcolici. Ma in termini di salute pubblica, bere vino, birra, vodka o whisky è esattamente la stessa cosa, non c’è alcuna differenza». E ancora: « Si è lasciato pensare alla popolazione francese che il vino abbia degli effetti protettivi sulla salute, che apporterebbe dei benefici dei quali gli altri alcolici sono privi. Beh, è falso».
Possiamo immaginare la bufera che ha scatenato da parte dei produttori dei vini francesi famosi in tutto il mondo.  Il vino e gli alcolici sono al secondo posto per contributo alle esportazioni della Francia, dietro all’industria aeronautica degli Airbus e dei Rafale e davanti ai profumi. La filiera del vino dà lavoro a 560 mila persone, rappresentate al Salone dell’agricoltura da produttori inferociti.
Per calmare le acque è intervenuto il presidente Macron . «Credo molto alla formula di Pompidou, “Non rompete le scatole ai francesi!”», ha detto con strappo al suo consueto parlare forbito. «Io bevo vino a pranzo e a cena!», ha giurato (altro che Sarkozy), promettendo che «finché sarò presidente, la legge Evin (che regolamenta la pubblicità di alcolici, ndr) non sarà toccata». Ma la ministra, e i medici, non vogliono tacere.
Che dire? Vino
In Francia si stappa una bottiglia nell’85% delle case e Champagne, Bordeaux e Bourgogne sono la trinità del soft powerfrancese nel mondo. Persino il mediocre Beaujolais è amatissimo dai giapponesi, il sogno dei nuovi ricchi cinesi è comprarsi una vigna in Borgogna e dal 2014 il vino è riconosciuto e protetto per legge come «parte del patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico».